L’asticella è alta
Gli atleti del salto con l'asta sanno che basta sfiorare l’asticella per farla cadere. Durante la stagione delle trimestrali del secondo trimestre, società e investitori potrebbero trovarsi in una situazione analoga: anche risultati eccellenti potrebbero non bastare se l’asticella delle aspettative è stata posizionata troppo in alto…
Gli atleti del salto con l’asta sanno che basta sfiorare l’asticella per farla cadere. Durante la stagione delle trimestrali del secondo trimestre, società e investitori potrebbero trovarsi in una situazione analoga: anche risultati eccellenti potrebbero non bastare se l’asticella delle aspettative è stata posizionata troppo in alto.
Un indizio di come in alcuni ambiti le aspettative possano essere piuttosto elevate emerge dal comportamento degli analisti nel corso del trimestre. In condizioni normali gli analisti tendono a rivedere al ribasso le stime sugli utili man mano che si avvicina la pubblicazione dei risultati. Ma per il secondo trimestre 2026, appena concluso, non è stato così: dal 31 marzo, infatti, gli analisti hanno alzato le previsioni sugli utili delle società dell’S&P 500, al punto che gli utili attesi per l'indice sono aumentati del 3,4%. Si tratta della revisione al rialzo più consistente registrata nel corso di un trimestre di reporting dal 2021 (cfr. il grafico della settimana). Una quota significativa di queste revisioni è stata trainata dal settore energetico, che ha beneficiato del temporaneo incremento del prezzo del petrolio. Allo stesso tempo, l’ottimismo nei confronti del settore tecnologico resta saldamente intatto.
Le società stesse sembrano aver posto le premesse per queste revisioni al rialzo. Negli Stati Uniti il numero di preannunci positivi ha raggiunto un livello record, con una netta prevalenza di quelli provenienti dal settore tecnologico. Alcuni segmenti del comparto continuano infatti a vivere una fase di forte espansione, sostenuta dall'enorme ondata di investimenti legata all’intelligenza artificiale (AI).
Più in generale, le aziende statunitensi continuano a beneficiare di margini di profitto prossimi ai massimi storici. Ne consegue che nel secondo trimestre gli utili dell’S&P 500 dovrebbero aumentare di ben oltre il 20% su base annua. L’Europa resta ancora lontana da tassi di crescita di tale portata. Una dinamica dei ricavi più moderata e margini di profitto inferiori rispetto a quelli delle aziende statunitensi continuano infatti a limitare il momentum sugli utili. Si prevede comunque un aumento degli utili dello STOXX 600 di circa il 14% su base annua: rispetto agli ultimi trimestri, sarebbe un risultato particolarmente positivo. Anche in questo caso, un sostegno consistente proviene dal settore energetico.
I tassi di crescita di gran lunga più dinamici, tuttavia, dovrebbero registrarsi in Asia, anche se solo per un numero limitato di società. Per i fornitori coreani e taiwanesi dell’industria dell’AI, gli utili dovrebbero addirittura moltiplicarsi rispetto al trimestre precedente. Con un grado così elevato di ottimismo già incorporato nelle quotazioni di alcuni settori, anche risultati solo marginalmente inferiori alle attese potrebbero essere molto penalizzanti. Tenerlo presente può aiutare gli investitori ad affrontare le prossime settimane. Dal punto di vista macroeconomico, l’outlook ottimistico non è privo di fondamento. Di recente, gli indicatori del sentiment e quelli congiunturali hanno sorpreso positivamente, e la resilienza della crescita del commercio mondiale in passato si è spesso rivelata un segnale affidabile di una solida crescita degli utili aziendali.
S&P 500: la più forte revisione al rialzo delle stime sugli utili nel corso di un trimestre di reporting dal 2021
Fonte: AllianzGI Global Economics & Strategy, FactSet Earnings Insight, dati al 2 luglio 2026.
La settimana prossima
Gli appuntamenti principali della prossima settimana saranno la decisione sui tassi d'interesse della Banca Centrale Europea, prevista per giovedì, e i PMI flash di venerdì.
In un contesto caratterizzato dalla recente volatilità dei prezzi dell’energia e da altre fonti di incertezza, i mercati seguiranno con particolare attenzione la comunicazione della BCE, anche se una modifica dei tassi di interesse appare improbabile. Sul fronte della politica monetaria, l'attenzione del mercato dovrebbe spostarsi sempre più verso gli Stati Uniti, dove non si può escludere che la Federal Reserve proceda, a fine luglio, a un rialzo dei tassi.
Quanto agli indici dei responsabili degli acquisti, la domanda principale è se, ed eventualmente in che misura, possano continuare a migliorare alla luce delle nuove tensioni in Medio Oriente.
La prossima settimana sono attesi anche l’indice ZEW del sentiment economico in Germania e i dati sul mercato del lavoro britannico (martedì), i dati sull’inflazione nel Regno Unito (mercoledì), i dati preliminari sulla fiducia dei consumatori dell’Eurozona relativi a luglio (giovedì) e i dati sull'inflazione in Giappone (venerdì).
Cordialmente,
Stefan Rondorf