CREATO IN CINA

Il futuro elettrico della Cina

L’elettricità è il pilastro invisibile della vita moderna. Per la maggior parte delle persone è un servizio dato per scontato, una risorsa silenziosa, disponibile semplicemente azionando un interruttore. Raramente occupa un posto centrale nel dibattito sull’innovazione tecnologica o sulla crescita strutturale, almeno finché non viene a mancare. Serve una situazione di criticità, come il grave blackout che ha colpito la Penisola iberica nell’aprile del 2025, per ricordarci che, senza un approvvigionamento elettrico stabile e resiliente, il mondo moderno si ferma.

Negli ultimi anni è emerso con chiarezza che Stati Uniti e Cina seguono strategie diverse per la leadership energetica. Mentre gli USA puntano sul rilancio della produzione di petrolio all’insegna del “drill, baby, drill” (uno slogan che richiama l’espansione delle attività di perforazione petrolifera), la Cina investe nell’elettrificazione su larga scala. Si sta così affermando l’idea della Cina come primo grande “elettrostato” al mondo: un’economia alimentata prevalentemente dall’elettricità, soprattutto da energia pulita, la cui competitività industriale ruota sempre più attorno a tecnologie elettrificate come veicoli elettrici, robot e sistemi produttivi basati sull’IA. L’elettrificazione non rappresenta soltanto una transizione energetica in grado di rafforzare l’autosufficienza e la sicurezza nazionale, una priorità resa ancora più attuale dagli sviluppi in Medio Oriente, ma viene sempre più considerata un fattore chiave per la leadership tecnologica.

Figura 1: Produzione totale di energia elettrica (TWh)
Figura 1: Produzione totale di energia elettrica (TWh)

Fonte: Allianz Global Investors, Ember, Energy Institute – Statistical Review of World Energy, marzo 2026.

L’elettricità è destinata a diventare il vantaggio strategico della Cina

La Cina dispone già della rete elettrica più grande al mondo, con una potenza di generazione superiore del 25% a quella di Stati Uniti ed Unione Europea messi insieme e una produzione annua più elevata del 35%¹. Il tasso di elettrificazione del paese, ossia la quota dell’elettricità sul consumo energetico complessivo, ha raggiunto circa il 30% e, secondo le stime della National Energy Administration, sfiorerà il 50% entro la metà del secolo². Un’evoluzione coerente con il duplice obiettivo di raggiungere il picco delle emissioni di carbonio entro il 2030 e la neutralità carbonica entro il 2060.

Alla base dell’ambizione della Cina di diventare una superpotenza dell’elettricità, vi sono anni di ingenti investimenti che hanno consentito di superare tre ostacoli che in passato ne limitavano il potenziale: la difficoltà di immagazzinarla, gli elevati costi di trasmissione e l’impossibilità di applicarla ai trasporti.

I rapidi progressi della Cina nell’elettrificazione dei trasporti sono ormai ben noti. Le sue aziende sono già leader mondiali nelle auto elettriche, nei treni ad alta velocità e nei droni. Nel 2024 i veicoli elettrici hanno rappresentato circa la metà delle vendite di nuove autovetture in Cina. Il paese può inoltre contare sulla rete ferroviaria ad alta velocità più estesa al mondo. Questi risultati, tuttavia, non sarebbero stati possibili senza progressi altrettanto significativi compiuti in ambiti complementari, come i sistemi di accumulo dell’energia (ESS) e le tecnologie per le batterie.

Il percorso, tuttavia, non è stato privo di criticità. Negli ultimi cinque anni, gli investimenti nella rete di trasmissione elettrica non hanno tenuto il passo con il rapido aumento della capacità di generazione da fonti rinnovabili. Di conseguenza, una parte significativa della capacità eolica e solare non è collegata in modo efficiente alla rete, né dispone di sistemi di accumulo o fonti di generazione di riserva in grado di compensarne l’intermittenza.

La politica energetica cinese sta quindi spostando l’attenzione dalla creazione di nuova capacità al potenziamento dei collegamenti e all’aumento dell’efficienza della rete e dei sistemi di accumulo. Nell’ultimo piano quinquennale, State Grid punta ad aumentare gli investimenti del 40%, pari a circa il 7% l’anno³.

Figura 2a: Composizione della capacità elettrica installata in Cina (2015 vs 2025)
Figura 2a: Composizione della capacità elettrica installata in Cina (2015 vs 2025)

Fonte: Allianz Global Investors, National Bureau of Statistics, National Energy Commission, marzo 2026.

Figura 2b: Nuove installazioni annuali di impianti solari ed eolici in Cina (GW)
Figura 2b: Nuove installazioni annuali di impianti solari ed eolici in Cina (GW)

Fonte: Allianz Global Investors, National Bureau of Statistics, National Energy Commission, marzo 2026.

Le riforme dei prezzi incentivano a spostare i consumi nelle ore di maggiore disponibilità di energia rinnovabile, mentre la digitalizzazione della rete punta a migliorare la gestione delle variazioni di tensione. Sono inoltre in fase di sviluppo “reti elettriche intelligenti” basate sull’IA, in grado di ottimizzare automaticamente l’incontro tra domanda e offerta nonchè di formulare previsioni meteorologiche più precise per stimare la produzione eolica e solare. L’obiettivo è creare un mercato elettrico nazionale più integrato, riducendo la dipendenza dai combustibili importati e sfruttando su larga scala l’elettricità a basso costo. Il governo ha inoltre accelerato la realizzazione di linee di trasmissione ad altissima tensione (UHV), progettate per trasportare grandi quantità di energia elettrica su lunghe distanze con perdite minime. Questi “treni ad alta velocità dell’elettricità” consentono di riequilibrare domanda e offerta tra le diverse regioni, trasferendo energia dalle aree ricche di risorse della Cina centrale e occidentale alle province costiere orientali, dove i consumi sono più elevati.

Figura 3: Investimenti nella generazione elettrica e nelle infrastrutture di rete (mld RMB)
Figura 3: Investimenti nella generazione elettrica e nelle infrastrutture di rete (mld RMB)

Fonte: Allianz Global Investors, National Bureau of Statistics, National Energy Commission, marzo 2026.

Apparecchiature elettriche cinesi: pilastro dell’elettrificazione

La capacità della Cina di portare avanti il processo di elettrificazione si fonda su una filiera nazionale completa e verticalmente integrata che copre l’intera catena del valore, dalla generazione alla trasmissione e distribuzione dell’energia, in cui rientrano anche pannelli solari, turbine eoliche, apparecchiature di manovra e inverter. Questo consente di realizzare rapidamente infrastrutture essenziali senza dipendere da fornitori esteri e di potenziare reti e impianti a costi relativamente bassi rispetto ai mercati dipendenti dalle importazioni o penalizzati da vincoli nelle catene di approvvigionamento.

Questa straordinaria capacità produttiva ha generato anche criticità strutturali. Il settore sta registrando un eccesso di offerta: la corsa a beneficiare degli incentivi e delle politiche a sostegno della transizione energetica ha portato a un’eccessiva proliferazione di operatori nei comparti del solare, dell’eolico e delle batterie, alimentando una forte competizione sui prezzi. Un fenomeno definito in Cina “involuzione” (neijuan 内卷).

La saturazione del mercato interno ha spinto il settore a guardare ai mercati globali. Al tempo stesso, le economie occidentali si trovano ad affrontare una carenza di componenti essenziali per le reti elettriche, soprattutto trasformatori e interruttori ad alta tensione, con tempi di consegna notevolmente più lunghi. Questo ha generato nuove opportunità per i produttori cinesi, le cui esportazioni sono aumentate negli ultimi anni, trovando uno sbocco per la capacità produttiva in eccesso mentre il settore attraversa una fase di consolidamento.

“Elettrotecnologia”: elettricità e sviluppo tecnologico della Cina

Se nel XX secolo l’accesso al petrolio a basso costo determinava la potenza industriale, nel XXI secolo questo ruolo è sempre più affidato a reti elettriche affidabili, ad alta capacità e competitive. L’elettricità si sta così affermando come una nuova leva di competitività strategica. Ciò è particolarmente evidente in settori come veicoli elettrici, batterie, materiali avanzati e robotica, dove un’alimentazione stabile e di qualità è essenziale per aumentare i volumi e garantire una produzione più uniforme. Anche la domanda di elettricità generata dai data center per l’IA sta crescendo rapidamente in Cina: secondo le stime, aumenterà di circa il 17% all’anno fino a raggiungere 479 TWh entro il 2030, un valore pari a quasi l’intero consumo elettrico della Francia⁴.

Figura 4: Confronto dei prezzi dell’elettricità (RMB/kWh)
Figura 4: Confronto dei prezzi dell’elettricità (RMB/kWh)

Fonte: Allianz Global Investors, CEIC Data, marzo 2026.

La Cina non solo si sta elettrificando più rapidamente di qualsiasi altra grande economia, ma sta anche costruendo un ecosistema industriale fortemente integrato, che alimenta e al tempo stesso dipende dall’espansione del sistema elettrico. Un ecosistema che va ben oltre i veicoli elettrici e l’alta velocità ferroviaria e comprende droni, automazione industriale, elettronica di potenza, semiconduttori e intelligenza artificiale. Una conseguenza di questa svolta verso l’“elettrotecnologia” è che prodotti un tempo molto diversi tra loro, nell’era dei motori a combustione stanno iniziando a somigliarsi sempre di più, poiché condividono la stessa base tecnologica.

I veicoli elettrici sono spesso descritti “smartphone su ruote”. Al di là dell’analogia, è evidente che veicoli elettrici e smartphone condividono molti più elementi di quanto non abbiano mai fatto le automobili con motore a combustione e i telefoni tradizionali. Questa convergenza nasce dall’interconnessione di un sistema intelligente ed elettrificato, basato su motori elettrici ad alte prestazioni, batterie di accumulo e chip specializzati che alimentano software sempre più sofisticati.

In sintesi, la Cina non ha soltanto creato la rete elettrica più grande al mondo, ma si sta avviando verso un ecosistema energetico-industriale che si autoalimenta e rafforza nel tempo. Un vantaggio che potrebbe tradursi in una posizione di leadership nei settori tecnologici del futuro.

Conclusioni

L’ambizione della Cina di diventare una superpotenza elettrica va oltre la politica energetica: è un disegno strategico per la competitività economica e la sicurezza nazionale. Rendendo le energie rinnovabili una componente sempre più rilevante del proprio sistema elettrico, il paese riduce la dipendenza da potenziali pressioni energetiche esterne e costruisce basi più solide per una crescita sostenibile nel lungo periodo.

Il modello emergente dell’“elettrostato” offre un vantaggio strutturale: una grande abbondanza di elettricità, efficiente ed a basso costo contribuisce a ridurre i costi di produzione in tutta l’economia e favorisce una crescita stabile, accelerando al contempo lo sviluppo di settori ad alto valore aggiunto come l’IA, la manifattura avanzata, la mobilità di nuova generazione e le tecnologie per le apparecchiature elettriche. Questi settori beneficiano di una fornitura elettrica stabile e di qualità e diventano più competitivi man mano che la rete diventa più efficiente, intelligente e integrata.

In definitiva, l’elettrificazione non si limita a decarbonizzare il sistema energetico cinese: crea le condizioni per uno sviluppo tecnologico su larga scala, difficilmente replicabile dai concorrenti. Grazie alla crescente capacità di generazione da fonti rinnovabili, a una filiera delle apparecchiature verticalmente integrata e a politiche incentrate sulla modernizzazione della rete, la Cina sta ponendo le basi per affermarsi in molti dei settori che definiranno l’economia del XXI secolo.

1 Gavekal, 13 gennaio 2026.
2 National Energy Administration (NEA), 23 febbraio 2026.
3 Gavekal, 9 marzo 2026.
4 Wood Mackenzie, 25 luglio 2025.

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